Ai posti di partenza (invariati per qualcuno)


Ed eccoci al via della stagione velica (e non) della Repubblica Indipendente di Montecolo. Questa stagione intitolata: ” Estate all’erta, all’erta stò”, inizia in concomitanza dell’apertura del nuovo ristorante: “Il calipso della Cika” che come una Fenice Giamaicana risorge sulle rovine lasciate dall’invasione albanese. Locali rinnovati e finalmente una cantina di rispetto ed un buttafuori sempre presente. Gli uffici amministrativo-governativi, aprono in bello stile con la Kapo Von Karlotz sfoggiante un attraente trucco asimmetrico, moda questa nata all’interno della Repubblica, si ricordi la basetta asimmetrica del direttore della repubblica e l’andatura asimmetrica del nostro Demerito Ausilio negli anni passati.

Ma basta con i pettegolezzi mondani della movida Montecolese e passiamo alla giornata velica. Oggi due-invernali-due: i professional del Dinghy e l’Invernale degli Ufetto più Open Skiff, Feva e 29er.

Si comporta discretamente il nostro Presidentissimo con Jack Sparrow con un equipaggio rabattato all’ultima ora tra le file dei papabili posaboe del futuro e tra i futuri velisti del circolo (parliamo del fratello del ben più famoso Motivino Sbanchi figlio del sosia dell’ispettore Sventino Bonifica) che si mantiene al terzo posto in generale dopo 9 prove, Quarenzo al 4°, Bufo Bufo, con tutti i pronostici a suo favore rimane al 9° e Goldrake 11°.

Nei Dinghy spadroneggia il commendator, Cavalier, grand Visir Falciola.
Il sempre presente geom, Ing, Ing Ing Colombo amico da 234 anni del circolo velico nazionale si catalizza in terza posizione e l’altro amico da sempre del circolo ANS, il Cavaliere di RosaCroce Armellin si fossilizza invece in 5^.

Giudici per questa giornata Pico della Mirandola e Panemela che sono riusciti a portare a termine le prove richieste nonostante gli sbalzi del vento e il riposizionamento manuale delle boe autoposizionanti di profondità. Coppia d’eccezione tra i posaboe: il sempre presente Smile Treccani aiutato dal posaboe del passato ma ancora del presente e con noi anche nel futuro: il Professor Checcifò accompagnato da Corvina Darthvader.

Tra il jet-set che ha calpestato lo “Scivolo delle Personalità” ovvero lo “Scivolo dei Cigni della Stipsi” abbiamo visto: a fine regata il famoso Risman Sgurankamon Giudice Magistrato, il Santo subito-Direttore per sempre: Agisco Mazinco genitore del modello Eccedi Insforzi. Mazinco é balzato nelle prime pagine dei tabloid di gossip della Repubblica per la relazione con Pico della Mirandola. Arriva con il suo panfilo in retro e controsterzo: Demerito Ausilio con qualche kilo in più e 5 grammi di meno. non poteva mancare il Sig Cipollotto in visita al suo circolo per cercare proseliti per il suo battaglione. Il Sub-Comandante Cipollotto stà formando un esercito di volontari para-militari auto gestiti e stanchi della routine per la campagna Ukraina.

Con un pensiero rivolto agli amici Ukraini vi lascio dalle sponde del Lago Migliore e vi diamo appuntamento al “Circolo più famoso di tutti” per questa Estate all’erta-all’erta stò 2022.

viva la PACE
Sam Pellegrino

Share This
Facebook

INFORTUNI SUL LAVORO

Lunedì riaprono i cantieri dopo l’weekend e la settimana inizia già con un incidente sul lavoro.

La vittima, Faustino Malkovich al terzo anno di pensionamento (detto “Varnell”), umarell del lunedì presso l’ingresso del cantiere sul viale principale della Repubblica Indipendente di Montecolo. Il Signor Fausto è rimasto contuso ad un braccio per la caduta del cartello delle “Norme di antinfortunistica”, appeso al cancello d’ingresso del cantiere di Viale Scivolo dei Cigni della Stipsi, all’arrivo di una betoniera. Al momento dell’incidente erano presenti 3 umarells della sezione di Via dei Cipressi Solitari ed il compagno-collega umarell del Varnell, sig. Cav Tullio Arabolis, detto “Stakanov”, che ha soccorso il collega subito dopo l’impatto.

Pochi i danni subiti. Oltre alla polvere sul paletot di lana d’annata, il cappello schiacciato sulla tesa destra ed il giornale distrutto dalla caduta dello sfortunato, una leggera botta al braccio e tanta paura.

Il cantiere si è fermato per 2 minuti e 35 secondi seguendo le regole del FairPlay cantieristico. Tanta paura, ma tutto risolto. ”Peccato per il paletot e per questo la mia Fernanda si arrabbierà molto, il giornale era di ieri e l’avevo già letto”. queste le dichiarazioni a caldo del Sig. Malcovich che, prosegue poi con: “Il cartello era fissato solo da fascette di plastica ma, secondo me ed il mio collega, erano un po’ piccole e non adatte per quell’uso. Secondo Stakanov e gli altri Umarells della sezione dei Cipressi Solitari, si dovevano usare le fascette del 5 passandole due volte intorno al palo del cancello.

“Cosi ho sempre consigliato anche a mio figlio, carpentiere oggi di turno a Limito, onde evitare che accadano incidenti come il mio ai vari colleghi che operano fuori dai cantieri di tutta Italia”. Queste le ultime dichiarazioni di Fausto che, non sembra voglia fare causa all’impresa edile forse, per non perdere il posto privilegiato ottenuto dopo estenuanti ore passate ai cancelli del cantiere.

Si è mosso immediatamente il sindacato “Umarell senza frontiere” che ha subito intervenuto per analizzare i fatti accaduti e controllare il cartello staccato. I due osservatori del sindacato, i Sig. G. S. detto Treccani e T. S. detto Sguranka, erano accompagnati da due umarells del corso di formazione territoriale “Umarell quale futuro” (il Prof Checcifò e G. Tanica), un’associazione che da anni tutela e dirige il traffico degli umarells nelle aree urbane della Lombardia.

Ecco il Sig. Malcovich durante un lunedì di lavoro.

Casi simili ne succedono sempre troppi ed il nostro giornale da sempre appoggia il movimento sindacale di protezione umarell Lombardi.

Dallo Scivolo dei Cigni della Stipsi è tutto

Demerito Ausilio

Share This
Facebook

La Patafisica Montecolese

Buongiorno da Sam Pellegrino. Questo numero doveva essere un’edizione sull’invasione dell’Albania ma, visto l’interesse, il palinsesto è stato aggiornato ed oggi avremo il terzo grande appuntamento con il “Corso propedeutico alla patafisica”.
Parliamo oggi di scrittori, artisti di teatro e pittori Montecolesi che hanno, con le loro arti diverse, saputo scherzare evidenziando la onnipresente difficoltà di comunicazione, la sempre più forte assenza di ironia, la mancanza di autocritica e la “vuotezza” o “vuotità” del sorriso. Alcuni hanno giocato con lingue immaginarie o meglio, inventate, parlando senza niente dire o gesticolando per far capire quello che si potrebbe dire semplicemente a parole. 

Tra i grandi presenti entro i confini della Repubblica Indipendente di Montecolo, troviamo il genitore di Eccedi Insforzi: il professor Magico Sazinco (mentore dello stesso Demerito Ausilio) giornalista e professore dei giornalisti, saggista tra i saggi (tra i quali un saggio su Albert Camus e tutto l’esoterismo che ci può stare), forbito conoscitore di musiche d’altri tempi e amante della “cucina Patafisica”. Troviamo, da tempo ormai in piena pensione, “il gallo” Finalix, (già tacchino in altri tempi) che pubblicò divertenti libretti ironici sul mondo della vela e su quello dello sci. Ci aspettiamo il terzo (più cattivo) sul ciclismo.

Ma addentriamoci ancora di più sull’argomento della difficoltà di comunicazione e spesso di comprensione nella Repubblica di Montecolo, per darvi ulteriori ed esaurienti esempi, dovremmo chiamare il Conte di Ballevarie di Compagniabela che sempre, a suo dire, ha avuto a che fare con questo problema e con il prototipo di personaggi. Citiamo i tre libri del Conte di Compagniabela: “Chesti che i capes encaso” Vol 1, “Ma set re a conta so chi poo” Vol 2, 3, 4, “Ma D$# P#§&# me capese mia come fai lurche a na’mbarca” presente oltretutto in tutte le sue opere. Abbiamo poi inventori di lingue moderne o, il riproporre lingue arcaiche o auliche ormai scordate o addirittura abbandonate. Qui si trovano: il Ministro Dario Abbece, inventore del nuovo uso grammatical-popolare, poi un ex barista del ristorante del Circolo, promulgatore del Grammelot mondiale, un barista alba-liano: poliglotta dalla nascita, un uomo libero: Ilsolito Blu grande narratore Montecolese ed altri ancora.

Quello di cui stiamo parlando, è stato largamente discusso dall’Ausilio nella sua prima “Enciclopedia sulla Storia di una Repubblica” edito dalla GAM dove questa “ lack of communication” o meglio “communication difficulties” imbratta tutte le pagine di questo suo primo tomo.

Tra gli italiani ispiratori dell’Ausilio ci sono di sicuro: Dario Fo, Ugo Tognazzi, Dario Abbece, Celentano, Fosco Maraini. 

Qui di seguito “Gnacche alla formica“ dalla Gnosi delle Fanfole di Maraini sublimemente interpretata da Stefano Bogliani e Altomare. Da ascoltare con certezza.

A Magico Sazinco

Questo filmato per aprire una parentesi, Demerito Ausilio, in umile e devota sottomissione, regala alla Repubblica indipendente di Montecoloed ed a tutti i suoi concittadini:
La Sorta”,  piccola poesia metasemantica spuntata dal ben più immenso e primo di tutti: ”Il Lonfo” di Maraini

La sorta” di D. Ausilio
Si apprompa, chetto chetto, 
s’apprompa birotante e logotecco, 
s’apprompa con squadri al sobaco. 
Si, la Sorta, che s’arride e s’infratta il mustecchio,
lui, andenando con man sarrazza,
con sfalango punteggia gl’ignari deripetto.
e il mustecchio s’appunge e saccazza.

Mai si solecchia agli astrui imposti, 
ma, stridula, s’impenna e sgrabonza i posti
mai li scolpa dell’ingrato travazzo
Poi s’investa e d’infratto sguaisce se non cisposti
S’ingangia nella stagione calunzia,
o meglio ingangia quequeri con supponenzia. 
Nel cupone invece sburlina e rinzetta col solenchio
alla fine rinzappa di specchienzia.

Se l’accanti ti sgometta e nell’angolo t’infistase l’allampi, stallacca il suo mustecchio e,
chetto chetto, dal cancel fruisce ed è fista.

Era questo un piccolo poema dedicato a Maraini ed Il Lonfo.

Andando indietro nel tempo, siamo nel 2015,  troviamo la prima opera meta-semantica dell’Ausilio. Parliamo senza dubbio delle: “Seprisoni del Pento” dalla quale estraiamo uno stralcio:

“LE SEPRISIONI DEL PENTO” di Demerito Ausilio

Buonasera dal Colonnello D. Turno.
Per il fine settimana, sul noro d’Italia, una leggera spuria con cirpizi vari nel meriggio acostano, daranno sole a scrolzi con forti chiastrani sul largo del selonto ponente.
Temperature spatenarie un po’ ovunque.
Menti ponti e molto ponti da esse a nordesse.
Sui laghi si vedrà una leggera pontana con perizi parziali di breve e lentità. Sole a chiastrani con forti scroli sul diametro palero.
Possibilità di raggiamento stronico sul versante lagosto. 
La temperatura muterà in nottata da spatinaria ad assiale.
Mari: monti e poco monti sull’Arenatico, lempi sempre forti da
Sud-Eli. Matrontana di mattina, ma soffierà poi un Ponderale per il pomeriggio.
Il Guglielmo avrà il cappello e sarà né brutto, né bello. Purtroppo, Potenti Precipitazioni Permuteranno il Pomeriggio Padano Peraltro Pigro in un Primo Promettente Passo Per la Primavera Pluviale con allitterazioni varie sulla P. 
Grazie a tutti e buon fine settimana.

Abbiamo fatto un giro tra gli ambienti Patafisici Montecolesi,
una vetrina abbastanza completa sulla comunicazione e sulla mancanza della stessa. Chi ha orecchie per intendere, sogghigni,
per gli altri, come disse Celati: sabbiando il tempo, sfregola di mano.
Un saluto da Sam Pellegrino.

Share This
Facebook

Corso propedeutico alla Patafisica

Buonasera sagitabbondi, eccoci al secondo appuntamento con il bislacco ma, parimenti, pleonastico mondo della patafisica.
Nel primo appuntamento presentammo a voi, fanciullezza spensierata, un esempio di racconto panvocalico, ovverosia: parole con la contemporanea presenza di tutte le lettere vocaliche ( senza ripetizioni ) dell’idioma Italiano ad opera di Demerito Ausilio.
Esempi ben più maestosi e divini (non me ne voglia l’immortal del cielo abitatore) li troveremo via via nelle opere dei personaggi più ridondanti dell’emisfero Patafico italiano, francese ma anche no.
Noi ora, miseri, ci limitiamo a flatulenzare brevi esempi da perditempo o non sense significativi per far di voi gioire il petto e il crine. Oggi il secondo esempio di scrittura Patafisica del Professor Demerito Ausilio di Montecolo: “Ma a cosa serve la “A?” (2020 D.C.)

CONSIGLI DI PREVENZIONE COVID

Tenendo presente l’ultimo gruppo di leggi post-Covid per decisione del potere del governo vigente, 


SI INDICE
che non è più doveroso l’uso del finto volto di protezione, comunemente d’uopo in interventi chirurgici, purchè il percorso  inter-esseri viventi si fissi oltre il metro. 
Ricordo comunque che è vigente quello dell’uso nei posti pubblici e il
consiglio è di non uscire sprovvisti di codesto oggetto e riporre lo stesso complemento in uso negli interventi chirurgici, nel luogo dove di solito è posto il velo di cotone in utilizzo per pulirsi proboscide o pretubero del viso dell’uomo o del di sesso opposto.
Consiglio d’obbligo è l’uso del prodotto per disinfezioni degli estremi
prensili posti subito dopo il polso.

Come organo di controllo vigente, ricordo di evitare il connettersi con elementi restii nell’inoculo di sieri contro-virus nel liquido rosso ricco di globuli di due colori in circolo nelle vene.

Per questo motivo, viene reso un visto verde che esibito in ingresso di pub, bistrot o caffè rende libero l’ingresso.

Cortesemente Demerito Sussidio

Il Demerito Ausilio ( rettore della cattedra di Relazionamento studentesco dell’Università di Bidelleria a Montecolo Alta ) già detentore del record di leccaggio di spiralecca, è da pochissimo tempo raccoglitore di materiale Patafisico di grandi esponenti di questa “scienza delle soluzioni immaginarie” tra i quali Eco ( promulgatore di un’idea di eccezionale valore cacopedico quale: «Progetto per una facoltà di irrilevanza comparata con cattedre di oceanografia Tibetana, Enologia Islamica e Storia delle tradizioni innovative», Folengo nel cui famoso passaggio: ” Phantasia mihi plus quam phantastica venithistoriam Baldi grassis cantare Camoenis. Altisonam cuius phamam, nomenque gaiardumterra tremat, baratrumque metu sibi cagat adossum.”, il Professor Marinello Checcifò ed altri, e lui stesso scrivendo testi e saggi, attingendo ed ispirandosi ai personaggi che vivono e prosperano nelle terre patrie che lo hanno visto nascere: La Repubblica Indipendente di Montecolo.

Per oggi é tutto da Sam Pellegrino, seguiteci sul podcast di RIM (Radio Internaional Montecolo).

Share This
Facebook

Patafisica è pure questa.

EDIZIONE SPECIALE PATAFISICA

FLESSUOSITÁ EVOLUTIVA ovvero: NON SOLO AIUOLE

Gaudenzio, un verduraio apicultore vesuviano, era un grande ubriacone. Fu denunciato da un simulatore di zoppicature, certo Sig. Gualtiero che era un lucidatore metallurgico peruviano.
I due, erano preoccupati per l’accudimento di un superattico nell’alberguccio di Eustachio, un repubblicano squinternato e di Aurelio, un tenutario di truciolare di sequoia subtropicale per lastre antirumore. Il quartettino, era ricusatore nel continuare a comunicare ad una fruttivendola bielorussa l’assunzione di una botteguccia funzionale e funzionante.

Demerito Ausilio

Share This
Facebook

Buona anche l’ultima

(Dal racconto “Il Gruffalò” di J. Donaldson e A. Scheffler)
Un giorno un Peperlizio allegro e gioioso andò a regatare su un lago ondoso.
Jack Sparrow lo vide: “Chi è quello balenottero!” pensò avvicinandosi ad un Cybernicottero.
_Ciao Sparrow, lo sai, l’onda qui è insidiosa…
dai, avvicinati che ti mostro una cosa!
_Sei molto gentile, ma dico di no: mi incontro all’arrivo con il Grufolò.

Peperlizia gli chiese: _ E chi sarà mai!
_ E’ sempre il primo, perciò non l’hai visto mai!
_Ha zanne tremende, artigli affilati e denti da mostro di bava bagnati.
_ E dove lo incontro?
_ Accanto alla boa all’arrivo attaccata…
lo riconosci dalla gialla rigata.

_ Gialla rigata? Che parolone….
Spostati o ti buco con il mio tangone
!

Buona sera da Sam Pellegrino per l’ultimo appuntamento agonistico del Circolo Velico più bello di quelli del Lago Minore.
Meteo amico per una vera regata in stile Vendée Globe.
Finalmente: onda, vento e pioggia per gli Ufo22 alla loro seconda invernale. Presenti, senza saperlo, anche qualche classe libera e tre spavaldi Dinghysti, forse gli unici della grande flotta dei professionisti ad essere esonerati dalle mogli per il giro domenicale all’IKEA ed arrivati al Circolo Montecolese per una pasta al fumoso ristorante Jo për shumë kohë.

L’Invernale degli Ufetti inizia con 9 iscritti, 6 barche presenti e solo 3 al via. La parte del leone o meglio del Grufolò la fa l’imbarcazione del Lago Maggiore con 3 primi su 3. Presente Jack Sparrow (con due secondi ed un terzo) del nostro Presidentissimo Vitalix II° ed a rappresentare il Circolo minore del Lago Migliore arriva, a gomiti alti e gamba tesa: Peperlizia . É proprio l’agrume giallo che ti vizia che, forse per immortalare il momento storico, forse per tentare di spadroneggiare sul nostro Lago Migliore o forse per gli occhiali lasciati nella cerata, decide di firmare tutti gli Ufetto lasciando un indelebile segno di amicizia “profonda” e di gelcoat giallo sulle fiancate intonse degli avversari. Piccoli guai anche il Cosmico. La polena di JackSparrow non risponde ai comandi e costringe Jack Strawtail, il tattico, a ripararla nel mezzo di una prova.
Jack Strawtail, conosciuto da tutti come: ” Lo scandaglio umano”, lo ripara al volo permettendo allo skipper Lucio Dalla di continuare la regata. Terzo uomo di Jack Sparrow, Phil Polivalente, già presente su diverse barche, prodiere in diverse occasioni, di Sguranka.

Vediamo invece la regata Classe Libera. Libera da numeri, libera da iscrizioni, libera la mente. Non sappiamo ancora in quanti dovevano partire e purtroppo non abbiamo nemmeno una classifica totale e reale ma senz’altro Libera. Questi dubbi ci sono anche tra due degli Ufficiali di regata che tentano di registrare gli arrivi (il terzo Ufficiale era impegnato in un corso di “ara il lago e scopa il mare”) optando per segnare tutte le imbarcazioni che tagliano la linea di arrivo. Nella classifica provvisoria ritroviamo Velablue, la Motonave Bergamo, il naet di Marzio, un Cybernicottero in fuga, 2 volte il Marinello di Checcifò ed un pedalò. Rebelot porta a termine tutte e tre le prove stabilendo il record personale arrivando però solo dopo una scatola vuota di polistirolo. La Polisportiva Tel Aviv, altro gioiello del Circolo Montecolese, termina la prima prova in terza posizione ma è costretta al ritiro per un’indigestione da cocktail di Imodium ed Enterogelmina. A tutto l’equipaggio viene richiesto l’esame anti-doping. La barca “Tatanka” è invece sotto passaggi ripetuti di idropulitrice.
Da segnalare l’ottimo lavoro del posaboe Checcifò che piazza le P.R.F.B. (pseudo radio-controlled floating buoy) Cybernicottere in solitario, dopo l’abbandono di Eccedi Insforzi per motivi simili alla Polisportiva Tel Aviv.

L’ultima regata finisce qui, a breve il Circolo chiuderà i battenti per l’inverno. Ci saranno grandi novità in riapertura primaverile. Certezze già ce ne sono: la cena dei cittadini Montecolese quest’anno si farà in DAD, muletto nuovo non fa primavera, l’Albania torna un paese libero, il Circolo sarà ancora Optimist Free, ed arriveranno anche i nuovi passaporti della Repubblica di Montecolo.

Per gli appuntamenti velici ci vediamo a febbraio al Circolo Maggiore del Lago Migliore.

Un saluto da Sam Pellegrino che vi ricorda che:

LA VITA É TROPPO BREVE
PER REGATARE CON UN OPTIMIST

Share This
Facebook

Prematurata la supercazzola o scherziamo?

(Nel primo libro di Demerito Ausilio il leitmotiv era la difficoltà di comprensione, la difficoltà di comunicazione ed il capire “diversamente” la stessa lingua. Eccoci alla vigilia dell’uscita degli aggiornamenti 2020 e 2021 della Storia di una Repubblica al parlare senza capirsi invece del capirsi senza parlare. n.d.r.)

E ci ritroviamo alla fine del primo degli ultimi due appuntamenti dell’anno in corso con meno di due mesi alla fine dei calcoli nel ritorno ufficiale dell’ora solare.

Siamo al Circolo Velico di Montecolo in compagnia dei professionisti del Dinghy, con la compagnia degli Ufetto 22, e con altre classi più o meno conosciute tra le quali i J24, un 27 UD, un Asso99 e un rarissimo Velablue.

3 regate per 4 campi di regata con 1 pilotina e uno stormo di Cybernicotteri a guidare quelli che saranno gli skipper dell’anno prossimo. Il comitato degli Ufficiali di regata vede Pico della Mirandola di ritorno da Berlino col Bonetti era un po’ triste, molto grande, e dall’Andrea che si è perso, si è perso e non sà tornare, da solo sulla pilotina per registrare gli arrivi.

A rifocillare i Cybernicotteri ci sono: Eccedi Insforzi ed il professor Checcifò in piena forma e con un gommone croato fresco fresco.

Fino qui abbiamo le cose certe della regata, da adesso inizia la Torre di Babele sempre più grande, sempre più alta e bella, tra di stacchiti e posta che rapisa di tapparella come se fosse Antani.

Ma veniamo alla regata… ops alle regate.
I Dinghy iniziano la prima prova sul campo di regata di un gruppo di Openskiff in allenamento terminando 3 giri completi in 15 minuti, passano poi ad un campo di regata più consono al rango di professional completando altre due prove di 40 minuti. Le vince tutte e 3: Falciola (probabile dottore ligure), secondo in generale: Spina (possibile finanzino Triestino) e terzo il leggendario Colombo (sicuramente capo di qualche sindacato pensionati del Lago di lecco). Incomprensioni sulla distanza da percorrere, sul tragitto da compiere e sul vento da sfruttare. Tra il Lecchese ed il Bresciano incomprensioni sulla linea di arrivo, forse dovute ad incongruenze dialettali mimate male.

Negli UFO22 scambi di barche o scambi di skipper non portano a risultati di rilievo. Bianchini torna alla vittoria, Sessa di seguito e Tonini solingo al terzo posto della classifica. Prima barca del Lago Migliore, a confermare il discorso precedente, è il limoncello di Peperlizia che imbarca anche Treginocchia. Mediocre nelle prime due prove, il Peperlizia segue i consigli del vate di Compagniabella partendo in boa e conducendo per tutta la prova casca poi nell’ultima ammainata ed a conferma del vate di Ballevarie arriva secondo. Tre equipaggi della Repubblica a seguire in classifica: 6° posto per il Re del dentifricio che ruba un UFO e vi imbarca il suo equipaggio, al 7° troviamo Quarenzo e Bob Rock ed al 8° posto il BUFO BUFO dei “moschettieri più una”, che migliora di regata in regata.
Qualche incomprensione sulle misure da adottare dalla regia: metri al secondo o nodi al pettine, miglia marine o chilometri acquatici?
Si adottano tutte contemporaneamente inclusi i tempi sia compensati che reali scegliendo una media fluttuante basata sulla legge dei 10 etti al kilo comunque.

Poco da dire sulla terza regata: la “mista incompresa”.
Troviamo tra le file dei partecipanti visti: l’Asso piglia tutto che fa 3 primi ed un rarissimo esemplare di Velablu entrato in perfetta sintonia con due dei 60 Cybernicotteri. Ottiene 3 secondi regatando contro “il vuoto che lo circonda, la disperazione che distrugge il mondo” queste le parole del tattico Gmork. Il resto del gruppo è una serie di DNC, DNS, DNF, DCNF, SNCF, SNFT.
Appare uno dei mitologici J24 alla terza prova (ma sicuramente si era sbagliato). Degli altri due J24, uno non fa ritorno ed ancora oggi, forse per fuggire via da te, Brianza velenosa nella giornata uggiosa continuano le ricerche sulle acque del Lago Migliore.

Si sono capiti tutti alla fine e rientrano al circolo per festeggiare la giornata di regate. Pasta per tutti (almeno quella avanzata dai Dinghysti) e birra autoctona a prezzaccio (avanzata comunque) sono i premi della giornata.

Ci risentiamo per la seconda invernale (ultimo appuntamento del 2021) dei Dinghy e degli Ufetto (e forse anche i J24).

E non c’è niente da capire!

Sam Pellegrino

Citazioni: Amici miei, Andrea, Disperato erotico stop, La favola infinita, Una giornata uggiosa, e non c’è niente da capire.

Share This
Facebook

Finish Line

Battute finali della stagione nel Circolo più corretto della galassia.

In attesa degli ultimi eventi 2021, presentiamo gli ultimi fatti avvenuti entro i confini della repubblica ed in particolare al Circolo Velico dell’ANS.
Siamo al termine della stagione estiva, turistica, da diporto ed agonistica. Per tirare le somme: la stagione estiva è finita per motivi ben legati al calendario, turisticamente non ha raggiunto grandi livelli (e si che lo spot é sempre quello). La stagione diportista è andata benissimo, barche ovunque e meteo amico. L’agonistica a pieno punteggio. Le squadre nazionali si sono comportate. Bene la prima vera stagione 29rs pilotata da un allenatore (finalmente) che avrà modo di distinguersi nei prossimi anni. Benissimo gli Open Skiff dove il punto di riferimento e team leader troviamo l’allenatore dell’anno (così eletto dalla Nuova Bitta (ndr)) il Mister degli skipper di domani: Jack Strawtail che ha portato ben 3 atleti nei primi 11 del ranking nazionale più 2 micro cadetti ai primi posti dell’interegionale (per la direzione sportiva ne bastava uno solo (ndc. nota di corridoio)). La squadra, creata agli albori del GodeteVela, dopo 12 anni di gavetta farebbe felice anche il più pretenzioso dei direttori sportivi. Per la vita sportiva del Circolo mancano ancora le invernali: 2 per la flotta Ufo 22 e 3 regate per i Dinghy 12 (la flotta dei professionisti quota 110) dei laghi. In totale ancora 5 paste poi anche l’Ucraina chiude le frontiere.

Approfitto dello spazio concessomi da Damerito Ausilio sulla Nuova Bitta per comunicare che le Notturne 2021 “Peccato dormire di notte” si sono svolte regolarmente. La prima tornata di prove il 23 luglio l’hanno portata a casa quelli di Rebelot poca aria ma bella serata con spettacolo finale.
La seconda giornata che, più intrigante, si è svolta in luogo segreto, senza comunicazioni esplicite “chi c’è c’è, chi non c’è non c’è io vengo” si è svolta nel campo di regata dell’Orrido del Bogn e le 200 prove fatte hanno sbalzato di classifica Rebelot dando la vittoria a Jo Condor che passava di lì per caso aggiudicandosi la regata. Dispiacere per l’ennesima perdita delle notturne per la mischia Rovatese che abituata, ma con le spalle larghe, ha inghiottito l’amaro boccone con 6 bottiglie di Sciampagn.


Chiude anche la stagione degli eventi con il botto. L’estate Montecolese è stata ricca di appuntamenti mondani grazie al tuffo a piedi pari del prof. Checcifò che ha preso a cuore la crisi goliardica dei concittadini e con spirito altruista ha inventato, creato e organizzato feste, ritrovi, merende, serate per tutta la comunità. L’ultima in particolare ha avuto il successo che meritava. La serata del Manzo all’olio della confraternita (dei Richetti) di Rovato, i possessori della ricetta antica e segreta, passata a voce dal nonno al figlio, dal nipote al cugino costone. Nulla di esplicitamente scritto ogni uno il “manzo” l’ha fatto come l’ha sentito fare e a sua volta l’ha cucinato ad alta voce cosìcchè tutti lo sentissero. E Manzo all’olio sia! Cucinato poi dalla Santa Elena.

Tre sono stati i vincitori di questa serata: l’AIL che era la ragione della festa (parte dell’incasso andava in beneficenza per l’Associazione da anni amica del Circolo), la Elena, per il suo manzo (non Onesto Sbranai ma il manzo all’olio), e la cittadinanza Montecolese che sentiva il bisogno di ritrovarsi.

Ospiti d’eccezione l’Opinionista austriaco Allegro Insogni, recentemente onorifico del Collare d’oro, la polisportiva Tel Aviv, il gruppo pre pensionati di Bergamo, il Primario dell’ospedale “Fatebenechemmeglio”, il duca di Mirabella (che stabilisce il record di mangiata di polenta sorda) accompagnato dalla duchessa Alisa Snella (che stabilisce il record di mangiata di manzo sordo). C’erano poi rappresentanti del perdente Rebelot, un sosia di Glisoni, un finto astemio, 2 psicologi, Demerito Ausilio e compagna, Frida Libidol e parentado. Standing ovation per il gruppo (Lacustici) che ha accompagnato i brindisi sui tavoli. Niente da dire sul servizio ristorazione. No…Si…
Si proprio niente da dire!

Poi ci ritroveremo come le star a bere una birra fuori dal bar in occasione dell’invernale Ufo22.

Ricordo che l’esposizione ALCOOL & TIME: NEVER ENOUGHT ! stà chiudendo i battenti, l’autore Demerito Ausilio invita perciò i proprietari a ritirare la propria opera. Demerito sarà felicissimo di autografare il tuo orologio gratuitamente. TIC TOC TIME’S RUNNING!

Arrivederci da Sam Pellegrino dagli studi di Tirana.


Share This
Facebook

Team Race RS Feva. Vent’anni e non sentirli! volume 2

Montecolo 22 agosto 2041 (per chi non l’avesse capito)

Secondo incontro per festeggiare i venti anni del Team Race RS Feva.

Mattina fresca, almeno qui nella RSA Finalix di Montecolo. Visita passata, clistere fatto e rinforzato con mela cotta ed eccomi pronto a rivivere quell’anno indimenticabile per la RS Feva. Anno della partenza a razzo della classe Feva nei circoli dei laghi prealpini bresciani. Parlo del 2021 (se l’assistente tedesco Franz Alzheimer me lo conferma).
Tra i ricordi annebbiati vedo uno spiraglio di luce, cerco nei meandri dei miei ricordi, ecco, il Prof Checcifò, prima prof di matematica, poi referente del ristorante del barista più antipatico dei circoli velici (poi riscatterà la giusta posizione ma in un’altra storia), grande allievo di Jean J. Smile come posaboe e forse proprio in quella data fatidica del 21 agosto, ricordo, che riuscì a superare il maestro per l’assenza in campo dello stesso.

Checcifò con un pessimo gusto per le imbarcazioni, sia a motore che a vela, nonostante la fama di grande tattico che lo precedeva, era soprannominato simpaticamente: “l’uomo delle pizze dell’ultimo minuto”, l’uomo che “dichiarava sempre l’amore che aveva“. Ma sto tergiversando.
Dunque sabato seconda giornata di regata Team Race Feva. Levataccia per tutti, (cose che non successero più nel proseguo degli anni tranne per qualche notturna) e corso gratuito di posa boe della facoltà di “Regata applicata come e perché” dell’Università di Montecolo tenuta dalla Professoressa Mara Prolissa. Ne esce a pieni voti, se la memoria non mi tradisce, proprio il Professor Checcifò, che mise in pratica i consigli e le teorie del corso, posizionando, come esame pratico, due boe di bolina, boe, che rimasero ferme ed impassibili per tutta la regata ed ancora oggi si possono ammirare a perenne monito dei futuri ingegneri posaboe. Questa performance permetterà poi al Checcifò di ipotecare, e poi vincere, per il secondo anno consecutivo il Bolognino d’oro, (maggior onoreficenza della Repubblica Indipendente di Montecolo), questa onoreficenza, gli farà perdere il diritto di avere in barca lo studioso di parametria applicata della Navoni Intelligence & Altro che verrà dirottato, per conflitto di vedute, sull’ammiraglia Tonina per tutte le regate: lui ed il suo Joy stick.

Dunque la regata iniziò bene per tutti con un po’ più di fatica per il Team ANS 3, degli amici immaginari del nostro Olog, i quali non riuscirono a prendere nessun punto, causa la potenza indiscussa del Team ANS 2 che arrivò settimo nonostante la crisi esistenziale e di performance dello skipper Biondo Anchio. Il Team ANS 1 vinse, come al solito, i 2 Team locali e il Team Judoka e si asserragliò orgogliosamente al quinto posto. Esperti velisti (che nella Repubblica di Montecolo pullulano come i virologi nella vicina Italia), danno colpa ad una mancanza di tatticità, che si formerà poi negli anni a venire.

Eh si, Montecolo sempre si distinse per questa folta presenza di esperti virologi, opinionisti di politica estera, esperti in meteorologia, allenatori di qualunque sport, terrapiattisti con rinforzo alieno-camuno e baristi di indiscussa capacità (ma questo negli anni a seguire).

Le prove continuarono per la giornata del sabato portando i Team del Lago Minore ai vertici della classifica confinando i campioni del Savio al terzo posto.

Nella domenica finale il poco vento fà ritardare l’uscita delle barche e la prof. Mara Prolissa ne approfitta per fare l’ultima prova del corso di posa boe: la prova pratica: “sposta le boa che li così non serve a nulla“. Uscì a pieni voti ancora il prof Checcifò mentre l’ex Presidente Cipollotto venne rimandato a settembre per “traino illegale della boa con mezzo a motore”. La Prof mandò tutti a casa: regatanti, posaboe e giudici per assenza di aria, nessuno però riuscìì a sentirla perché la voce se ne volò via con il vento (arrivato subito dopo).

La Team Race finiva così con premiazioni e pizzata finale sponsorizzata dalla Pizzeria “Simme sempe Apert” della vicina Italia. Gli RS Feva cominciarono il duro cammino di recupero e, come sapete tutti, ce la faranno. Onore e gloria a Olog Ramma

Onore all’ANS

Un saluto a tutti dal vostro Demerito Ausilio dagli studi del RSA Finalix di Montecolo….e adesso un’altro clistere.

Share This
Facebook

Match race RS Feva vent’anni e non sentirli.

Montecolo Marina 21 agosto 2041
Questa é l’edizione speciale per il ventennio del Match race che ha fatto la storia della vela Montecolese.

Vent’anni che segnano il passo iniziale del team agonistico Feva sul Lago di Montecolo. Correva infatti l’anno 2012 quando si costituì la prima agonistica RS Feva. Il concessionario Rinaldo Aldi primo allenatore nonché rifornitore di vele e jennaker vari, iniziò a costruire le basi sulle quali poi si fondo la famosa Feva team “spauracchio dei circoli di tutti i laghi minori del mondo”.

Non passò molto tempo quando, le redini dei Feva, passarono nelle mani di Nicolas Olog Ramma, che con la filosofia del casual da regata e la sua esperienza nel “pret a porter” riuscì dopo qualche lustro a confermare la presenza di 3 equipaggi fissi, uno rubato ad altre classi e una barca sempre a disposizione per i suoi amici invisibili in tutte le regate. Ora nel 2041 proprio i due amici invisibili di Olog sono gli attuali allenatori della classe Feva del Circolo che è “stato” il più blasonato dei Circoli Mondiali ma con grandi aspettative dal futuro.

Il circolo che all’epoca era guidato da Vitalix il Cosmico, ora Presidente onorario come il Cipollotto al quale si deve l’onore del cambio di visione della vela propedeutica (famoso anche per la più numerosa collezione di monete da un euro entrando nel Guinness dei primati ed ancora oggi imbattuto) con i vecchi Open Bic poi Open Skiff, Open Foil ed attuali Open 2 tempi, e l’apertura all’agonistica dei Tera, Feva, 29er nonostante gli equipaggi, i 49er i Wasp etc etc. Il nostro Cipollotto è ora prossimo alla presidenza della nuova FIV. Tanti i famosi personaggi che imperversavano vent’anni fa nel “Circolo più simpatico di tutti”. I cittadini Montecolesi potevano ammirare il sacerdote di Sgurankamon “Hercules Sguarot”, attuale Presidente del museo del “Soling illibato” ed ancora frequentatore del Circolo con il suo transpallet ad energia solare, aiuto obbligato per il trasporto delle classifiche di regata e di tutte le proteste dal 1950 ad oggi. Un archivio dal quale tutte le riviste di enigmistica attingono per i loro quesiti settimanali. Si poteva incontrare Ilsolito Blu passeggiare da uomo libero tra i moli nullafacenti del circolo in compagnia dei futuri Umarel Bergamaschi. Oggi Ilsolito Blu è il Presidente a vita del Circolo del dopo lavoro di Montecolo ed ancora serve spuma nera coreana a calici da 0,70 euro.

Ripensando a quei tempi, mi vien voglia di ricordarvi o per chi non c’era ancora, di raccontarvi la tappa della Match race del 2021 passata alla storia come lo step up dei Feva nazionali.

Era proprio il 21 agosto 2021 ed io stavo per partire per le ferie quando per questa occasione decisi di rinviare la partenza di 10/20 minuti per ricevere le classifiche provvisorie ed analizzare i fatti del giorno. 8 erano le squadre iscritte a quel secondo Match race:
Il Savio – vincente proprio al mondiale di quell’anno
Brenzone – con l’allenatore Lollo detto “pernacchia”
Riva del Garda – con Maurone
tutti amici del Circolo.
c’erano poi i Team di Ravenna, San Bartolomeo e i tre Team tre del circolo nostrano.
Purtroppo nel primo giorno il team 3 di Montecolo (gli amici invisibili di Olog) non ingrana, non riesce a farsi vedere e viene battuto da tutti però una volta sola. Il team 2 quello dei 29er che non conoscendo ancora bene le barche, sbagliano la data della regata e la barca ma partecipano ugualmente al Match race, pare, legandosi il braccio destro alla gamba sinistra per non infierire, venendo da una classe superiore. Battono “gli invisibili” dopo uno stressante duello a due metri dalla linea d’arrivo, battono pure il Team Ligure composto da una coppia appena uscita da un torneo di judo al mare e vincitore di un buono per partecipare ad una regata a scelta. I Liguri battono in prima giornata il team 3, accaparrandosi la penultima posizione provvisoria.
Il Team numero 1 dei Feva locali il primo giorno batte il team invisibile poi il team 29er legati ed anche il Team judoka portandosi a quota tre e di più non si può fare.

Spadroneggiano le squadre del Lago Minore (nonostante sia più lungo) con 7 vittorie per Riva del Minore, 6 vittorie per Brenzone poi 5 il Savio affaticato dal mondiale, 4 vittorie per Ravenna.

Ricordo ancora i primi attimi di vita della pionieristica boa della Navoni Intelligence & Altro che proprio in questa data iniziavano i test di posizionamento automatico. Ricordo la ricerca per il Circolo di bambini o adulti piccoli da posizionare dentro gli allora Cybernicotteri che con un Joy Stick di (all’epoca) ultima generazione per mantenere la boa in posizione, ricordo con piacere come le boe restavano ferme e a mezz’acqua sopportando il peso di un Compagniabella a caso, nascosto all’interno del Cybernicottero rosa.

La Navoni Intelligenza & Altro ora movimenta le boe non più con un radio comando ma bypassando il Cybernicottero utilizzando un Joy stick nucleare che comanda il satellite amico che sorvola la repubblica di Montecolo. La Navoni ha poi acquistato una navata del PalaBeretta per stivare le batterie necessarie per la regata.

Tra le proteste salienti della giornata spicca quella di Checcifò dopo la rottura del motore della propria imbarcazione ad opera di Navoni Altro. I giudici della giornata erano Panemale, una nuova International Jury e la nostra Pico della Mirandola che ancora oggi fa parte dei comitati di regata sempre se si ricorda della regata.

Domani altri aneddoti della regata che vent’anni fa fece dei Feva il futuro dei Feva del Lago Minore.

A domani da Demerito Ausilio dagli studi dell’RSA di Montecolo

Share This
Facebook