“Colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio, un cinto d’ernia che sembrava una fondina per la pistola.” F.G.
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70° NASTRO AZZURRO
Si è svolto domenica il 70° Nastro Azzurro (20° Trofeo Gianni Zuccoli) con un “Vet” che ha sicuramente fatto divertire gli equipaggi delle 10 barche presenti al via situato come d’uopo d’innanzi la sede Italiana de La Nuova Bitta sulle sponde del Lago d’Iseo. Da segnalare subito, prima della cronaca della giornata, la grande performance del J80sete del Professor Checcifò che glissa il primo successo personale di Jo Condor sulle acque casalinghe del Migliore. Gia dimenticata la performance di Sbranai e Cibi Tonti che tanto hanno fatto per raggiungere suddetto risultato.
La mattina ha visto tutti pronti gli equipaggi tranne il sacerdote del tempio di Sgurankamon che si lascia scappare un cybernicottero della famosissima Navoni Engineering & Altro, che, partita anzitempo, prende il largo posizionandosi per la prossima notturna come boa nello stagno di Dalmine. Mancava ormai una manciata di secondi al via con tutte le imbarcazioni sulla linea pronte a battagliare ma il sacerdote blocca “con l’intelligenza ” la partenza di mezz’ora per il recupero del volatile rosa. Questo ritardo, alcuni equipaggi, lo pagheranno al traguardo con la fine del Vet a duecento metri dall’arrivo. Finalmente il via al 70° Nastro Azzurro quasi in contemporanea con l’inizio della messa delle 10 di Tavernola. Bagarre iniziale con tanti equipaggi sottodimensionati per alcune barche e barche sovradimensionate per alcuni equipaggi ma tutti partono. Parte molto bene Jack Sparrow con il Presidentissimo, il dott. Straw Tail, tornato sul Lago Migliore senza debiti, il moschettiere Atheos ed una presenza che alza il livello di gradimento dell’equipaggio. Altrettanto bene partono anche il Dott Novedita con il Conte di Mirabella e Si Strini. gli altri litigano più o meno con le boe, tanti le mancano, non tutti pagano pegno. Un poco attardato parte anche il J80sete di Checcifò con al timone Demerito Ausilio ed: al Jennaker, all’intrattenimento infraregata e caramelle varie il Mahatma Ghandi. Mentre tutti si fanno i zzi propri, nelle retrovie la lotta si accende tra il J80sete, il redivivo Goldrake e il J92 Ucci con equipaggio un Tedesco, un Italiano ed un Bergamasco a mò di barzelletta. Tutti subiscono le cucchiaiate di Demerito, le tattiche di Checcifò e le caramelle di Ghandi sempre all’allerta.
All’arrivo dopo un duello all’ultima virata tra Novedita ed il Presidentissimo e proprio quest’ultimo che ha la meglio e sale sul podio più alto. Secondo Novedita e terzo un paio di scarpe. Nell’altra classifica (la più attesa sulle gradinate del molo Broduei) spicca Checcifò seguito dal Flying Tyrolean e Goldrake.
Pasta scotta al punto giusto presso il ristorante The Blue Shrimp e premiazione con Vitali, Pico della Mirandola ed il guardiano dei Cybernicotteri.
ecco qualche immagine della giornata:
Il Trofeo Di J80SETE con dedica a Sbranai
Il podio ORC con Jack Sparrow e Bravo Veccio
ed il podio di J80sete

Tutti di nuovo all’Atheneum Navigandum Sebinus della Repubblica Indipendente di Montecolo il I° di Novembre per la prima Invernale.
grazie JPL
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Accendi il motore……………… é notturna
Il caldo mette a dura prova le ascelle pezzate dei cittadini Montecolesi che sempre di più cercano refrigerio nelle acque fresche della Baja Montecolo in questa “E state in calore 2026”. Ricordiamo sempre i nostri amici fluviali del Garda che festeggiano la loro stagione velica intitolata: “E state al fiume 2026/27/28”
La redazione sportiva de La Nuova Bitta é ancora nella sede sarda di Santa Teresa di Calcutta per seguire da vicino le “Regate del Porceddu” che annualmente attirano sempre più seguito e la sua eco giunge a lambire le sponde del Lago Migliore. Non abbiamo di certo lasciato la sede Montecolese priva di giornalisti, la redazione è nelle mani di Accorda Merli che ha organizzato e seguito professionalmente la Prima delle 3 Notturne 3 del 2026. Questa prima uscita, chiamata: “Gommoni nella notte”, ha dato subito il meglio di sé. Accorda Merli chiamava a raccolta skipper e armatori per un uscita notturna con il vento, quello vero, ha spronato gli equipaggi a prepararsi per le schiarite serali e, come al solito, ha nominato da principiante “Sgurankamon” un paio di volte che dopo anni di reclusione si è sentito chiamato in causa ed anche lui ha voluto la sua parte di comparsa nello spettacolo del Circolo Velico più ventoso degli altri anni.
Barca da battere il J80sete di Checcifò che partita con la penalità di vincitore uscente di 10 punti.
Ma andiamo per gradi, 9 le imbarcazioni sulla linea di partenza disegnata con l’indelebile tra il molo Broduei e la fortezza palificata della Repubblica soggiogata di Sulz-ano. Tutte le imbarcazioni ben note nella Repubblica più tanti outsider, alcuni “prima volta” ed alcuni “ultima volta”. tra le barche novità: l’ufetto del Dott Novedita, il Rivetto Meichegnent, il ritorno alle notturne di Ucci la barca dei vignaioli e Sidney alla sua prima performance. L’equipaggio di Sidney arriva prestissimo, all’alba per il fuso orario Australe e decide di allenarsi il fiato per far arrivare l’ora x della partenza. Ritrovo alle 19 presso il Ristorante “El tifon inesperado” della Chica che prepara uno sproposito di pasta con pescado. Al solito il numero degli iscritti non è mai uguale a quello che arriva, e tutti mangiano quella che poteva essere l’ultima cena. Per qualcuno, il risultato della colonscopia, si narra, si legge ancora sulla tuga di una barca.
Il comitato di giuria è stato presieduto da Pièr Veloce alias Untuned Radio che puntuale ammaina tutta l’intelligenza che aveva e in 3 2 1 fa partire la regata, si gasa un attimo credendosi un ufficiale in bigotes e concede l’uso di Jennaker e Spinnaker mentre doveva restare con le solite disposizioni: vele bianche e mutande di riserva in lega di alluminio. Partenza data e le barche sfidano le ondine del Migliore che decide improvvisamente di ricordare ai velisti Montecolesi che ha sempre un bel caratteraccio e che alla fine è sempre lui che comanda e raramente un Presidente di Circolo. Dai 5 metri si passerà ai 32 con un balzo dell’anemometro come se avesse segnato l’Italia (ma nessuno si ricorda che gesto è) e da placido ed invitante il Migliore diventa il nemico del velista. Tutti cercano di camminare la randa con 30 nodi con l’aiuto di gesti atletici di ginnastica ritmica e teologia con animali in ben due dialetti. Si salvano le vele prima che diventino aquiloni e chi ce l’ha, si siede sul bugliolo. Alcuni non l’avevano.
Subito parte con il primo gonfiabile Piér Veloce e al secondo gonfiabile Allegro Insogni alla ricerca ed al rimorchio delle barche. Parte un terzo gonfiabile con Teo the professor e tutto sembra la festa dell’ultimo giorno di colonia dei bimbi. Tutti i bambini si divertono tranne uno con le mutande pesanti. I recuperi sono stati pronti e professionali, niente dato al caso: il vascello dei Vignaioli solca inizialmente il lago come Ulisse e le sue sirene poi ormeggia dove capita e spegne le sirene, Onesto Sbranai dirige Jo Condom alla sua destinazione preferita e dopo la Spiaggia delle Megattere Attonite si appoggia alle terrazze della Prima sede della Repubblica Indipendente di Montecolo tra i canti delle balenottere Sebine e le urla di giubilo di Sbranai che emula, se non sorpassa, la prestazione del suo braccio destro Venerdì. Jack Sparrow del Presidentissimo Vitali IV° con Straw Tail come anestesista, rientra subito alla base per sbrogliare le mansioni di Presidente. Le barche rientrano chi in marcia indietro, chi segnando i pali sempre trafficati del molo, chi con la grazia di un elefante al timone. ma rientrano.
Presso il Tifon inesperado, si raccolgono gli equipaggi per rifocillarsi e qualcuno per cambiarsi l’intimo, si scambiano pareri discordanti sul continuare la regata con ingiurie al Piér Veloce, chi appoggia le critiche ma sotto sotto è contento così e chi sta ancora pulendo il pozzetto, no no, svuotando il pozzetto.
Secondo la tradizione Demeritiana, viene ugualmente stilata la classifica degli arrivi in tempo reale e con l’aiuto di Accorda Merli siamo giunti alla fine con:
Primi ad exequo i tre gonfiabili, con merito a Piér Veloce, Allegro Insogni e Teo
1° ad honorem per il pronto rientro Jack Sparrow
2° Meichegnent
3° I Moschettieri di Hurly
4° Rebelot nonostante Duemezzimezzilitri
5° Dott Novedita
6° J80sete con Checcifò e Rondella di TelAviv
7° Ulisse, le sirene e i Vignaioli di Ucci
8° Sidney che arriva il giorno dopo per colpa del fuso orario.
La data della seconda notturna sarà decisa con Accorda Merli e verrà comunicata immediatamente, si accettano suggerimenti per la data e per il menu.
Finisce cosi la prima notturna dove alla fine non ha vinto il primo arrivato ma chi c’era per tutto il temo: il Lago Migliore che, dopo il suo spettacolo, esce dal sipario con un inchino per ricevere qualche applauso e qualche brindisi di calici, l’attore principale: il vento, si calma, si trasforma in solita brezza del Migliore, non per scusarsi, ma per la prossima replica.
PS la prossima volta Mutande di alluminio.
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REFERENDUM GIUSTIZIA 2026
Certo tutto ciò accadrà il Italia, anche se gli Italiani si limitano a rispondere Si o NO senza porsi le domande essenziali che non sono se vincerà il si o il no ma: “Che risultati avrà questo voto tra tra 5 anni? I veri problemi della giustizia tipo: “la lentezza” e “l’imparzialità”, “la mafia al potere” e “la casta intoccabile”, saranno risolti con l’abrogazione degli articoli della Costituzione italiana (tra l’altro l’unica pensata per il cittadino e non per il governante) visto che le richieste nel referendum del governo Meloni non ne parlano?”
Beh sono fatti loro! Noi, comodamente seduti al molo Broduei o con una birretta (se il bar riapre) al Bruclin tra le mure amiche della nostra Repubblica aspetteremo i risultati. Però pensandoci e sorridendo un poco, mi sono chiesto cosa succederebbe a Montecolo se dovessimo anche noi affrontare un referendum di questo genere? Allora, vediamo:
Buonasera da Sebastioni Barisano in questa prima e ultima Tribuna referendum di Montecolo. Il Ministro Della Giustizia Montecolose ha emanato i punti della Costituzione da cambiare con questo referendum. Premetto che la nostra Costituzione è da sempre stata la migliore, la più invidiata, quella che, più di altre di Paesi che si dichiarano democratici, ha sempre difeso il singolo cittadino dal potere della politica e dei politici, il cittadino della classe che più necessita di attenzioni e/o aiuti.
Ma veniamo ai punti:
Separazione delle carriere: ok ma alla fine, sulla barca chi timone? Due timonieri litigano e senza non si esce dal porto. Oppure: Il direttore di regata deve essere per forza separato dal resto dei giudici? o l’esperienza nel suo completo può meglio garantire un’equilibrio? Qui ci starebbe un “NO”, chi conosce le regole da dentro, può forse giudicare meglio, se hai regatato sai anche chi stai giudicando, non che poi estraggono dal cappello dei nomi così a caso e poi il primo che mostra “il mariolino rosso” fa il direttore di una regata a caso tipo: a Napoli.
Custodia cautelare: adesso, non é perché un Jo Condor qualunque accende il motore una volta, non può più uscire dal porto se non con una guardia nel pozzetto. Oppure squalificare una barca prima della protesta. Non sono solo e sempre notturne che D.A. fa il bello ed il cattivo tempo. Adesso perché uno è antipatico o scoreggia in barca deve essere lasciato sul molo? Se un socio beve 8 pirli una volta, non è che non può più entrare al bar! Sulla custodia cautelare io voterei per il “NO”, prima una indagine, poi decidiamo il da farsi. “Una regata rovinata non si ripara (cit D. Ausilio).
La legge Severino: Tagliare una boa una volta o picchiare sulle spalle in partenza lo skipper avversario non è da ergastolo. Certo, rubi le stallie ti inseriamo in un angolo e ne parliamo amichevolmente, corrompi il nostromo per lasciarti carteggiare l’antivegetativa nel circolo, ne parliamo bene in un’altra angolino: Valutiamo signori valutiamo alla fine siamo un circolo velico, bello, si, ma non militare. Ed io ci farei un bel NO.
Valutazione dei giudici: I giudici di regata devono essere giudicati da chi perde contro di loro? Certo, adesso chiediamo al primo barista antipatico se Panemela ha diretto bene la regata. Lo chiederemo a tutti ma deciderà poi il comitato di regata. Per me, meglio pochi tecnici che cento opinionisti. Perciò NO mi sembra il voto migliore.
Elezioni del Consiglio: Oh eccoci, ebbasta queste elezioni interne, queste cose aummaumma, il consiglio lo si elegge con i bigliettini, come la prima notturna di GodeteVela eh? Dai non è proprio così, il vento può essere casuale, il consiglio che governa NO tanto meno quello che giudica. Voto NO.
Per una stabilita di Circolo, per meno riforme improvvisate, per dare fiducia alle strutture esistenti, votiamo NO al referendum, perché si rischia di spaccare il circolo per cambiarlo solo sulla carta. Alla fine è meglio una barca che conosci anche se scricchiola che una varata senza sapere se e dove farà acqua.
Beh si parlava nell’ambito della Repubblica indipendente di Montecolo ma, per spezzare una freccia per la vicina Italia, vorrei dire che se volete ancora che abbia ancora un senso civico la scritta: “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” , meglio che vinca il NO altrimenti, cittadino Italiano, non sarai mai tutelato.
Buona serata da Sebastioni Barisano
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Seconda Edizione Speciale per il 75° anniversario del circolo velico più bello degli altri. Dopo l’articolo di fondo del direttore Ausilio, tocca ora alla lettura dei numeri dell’A.N.S. a cura di JPL il capo redattore sportivo e per tutto ciò che concerne la vela. Chi meglio di lui potrà leggere tra le righe dell’albo d’oro dell’ANS che, dopo ricostruzioni varie, sarà a breve riappeso nella propria parete della club house presso il ristorante “La placa de laton” de la Chica.
L’ALBO D’ORO ANS
La magnificenza di un albo d’oro come quello dell’ANS, non si trova facilmente. Forse nella vicina Italia con i circoli del fiume Garda, Genova, Roma o Napoli? Noi come Circolo Velico lacustre siamo orgogliosi di poter esibire questo popò di materiale.
Inizia nel 1959 l’apparizione della prima targhetta e il Campionato Italiano Flying Junior in quel di Rimini lo porta a casa Carlo Brunelli con Mariangela Brunelli. Carlo Brunelli sarà la prima targhetta nell’europeo con il 3° posto a Capodistria nella classe Snipe nel 61 mentre, il primo europeo sarà ad appannaggio di Stefania Castagna su 420 Femminile con Micaela Bazzini nel 1974 regatando in casa sull’amato Lago Migliore. Dobbiamo aspettare Zuccoli Giorgio per un trionfo ANS totale con Braga e Gaburri per Asso 99 a Gargnano Sul Fiume. Per la sezione Mondiali, troviamo il solito apri pista Carlo Brunelli che si aggiudica un 3° posto a SanRemo nella classe Flying Junior nel 1963. Sarà sempre Carlo Brunelli a regalare il primo titolo all’ANS nel 1989 nella classe FD ad Alassio. Personaggi come Brunelli, Ziliani, Minoia, Il Conte di Ballevarie, Scaroni Bottini iniziano riempire l’albo d’oro sin dagli albori, saranno i Cassinari, Giubbe , Zuccoli, Glisoni, Marenzi, Ziliani Felci, a confermare la potenza lacustre e poi Penco, Lin Testo, Aldi Rinaldo, Girardengo e Porro a prosieguo senza fine. E così che negli Italiani troviamo 103 titoli, negli Europei: 24 titoli vinti 12 secondi posti e 12 terzi. Nei Mondiali: 28 titoli conquistati con 10 secondi e 10 terzi.
Nei Campionati Italiani, i velisti più ricorrenti sono: GIORGIO ZUCCOLI con 11 presenze seguito da Conte di Ballevarie di Compagniabela com 9 e con 8 presenze troviamo: I fratelli Cassinari e il Duca di Arluno, 7 le presenze della Margherita Nazionale e Felci Andrea.
Nei Campionati Europei: Daniele Cassinari è il leone ingordo con 12 presenze seguito da Felci e dal Tycoon delle Ferrovie con 5 Giovanni Cassinari e Zuccoli Giorgio a 4.
I Campionati Mondiale vedono: Giovanni Cassinari con 8 mondiali ed una presenza podio, Daniele Cassinari con 7 mondiali ed una presenza podio, Giubbe con 4 mondiali e 4 presenze podio, 3 mondiali per Felci Andrea e 1 presenza, 2 Mondiali per Marenzi, 2 per Ziliani Elena e 2 per Brunelli Carlo.
Per diritto di cronaca, nel reparto Olimpiadi troviamo Allegro Insogni con 4 presenze ed 1 medaglia di bronzo, Zuccoli e Zucchetti con 2, Marenzi e Bursic con 1.
Tante presenze nelle manifestazioni Internazionali dove spicca Zuccoli Giorgio con 13 presenze, L’uomo del passaggio a livello 11, il Duca di Engadina 10, Allegro Insogni 4 ed il conte di Ballevarie 3. Il Conte Arluno e Calabria si ritrovano con 2 presenze.
E poi arriva la Coppa America, nuova sezione che ha costretto la Direzione ad ampliare l’albo d’oro. Per ora conta una presenza con una però una Coppa vinta da Margherita Porro. Non facciamo la lista totale delle presenze perché toglieremmo il gusto ai nostri concittadini di consultare l’albo d’oro ANS, non possiamo però omettere nomi che hanno dato il loro apporto per far risplendere il circolo velico Montecolese. Turla, Ziliani Gianni e Mario, Quaggiotti, Micheletti, Asterix, Lin Testo, Aldi Rinaldo, Neo Massacri, Untuned Radio, Giangi Smile, Scaroni, Bona, Calabria, Paglia, Estiskanzi e poi ancora ce ne sarebbero. Curiosità: il Presidentissimo Vitalix (oltre che nelle presidenze) appare con il Prof. Checcifò vincitori di una Centomiglia. Questo per dimostrare che l’albo d’oro non è una cosa irraggiungibile, non é un’affare per soli Campioni, chiunque può riuscire ad avere una sua piccola targhetta. C’è riuscito Checcifò!!! Ora non resta che attendere l’ufficialità da parte della presidenza per commemorare l’ANS e tutti i cittadini Montecolesi.
JPL
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1951/2026. 75 anni ventosi.
75 anni fa nasceva sulle rive del Lago Migliore, il Circolo Velico più blasonato degli altri.
Nel cuore della piccola Repubblica di Montecolo, nacque la culla di poeti, scrittori, professori, comici, vati e miti ma, soprattutto, di velisti. Patria di piedi marini e ali volanti, ingegneri, disegnatori, teorici, geometri, velai e, ma soprattutto ancora, di velisti: skipper, prodieri, tattici, trimmer, drizzisti ma anche Kambusieri avanti anni luce. 75 anni fa nasceva, per me: “l‘Ateneum Navigandum Sebinus”, per i Montecolesi e per la vela mondiale: nasceva l‘A.N.S.. 75 anni di campioni naturali e di campioni divenuti. Campioni che hanno vinto campionati vestendo maglie nazionali, Coppe di altri continenti e olimpiadi totali: “Mica paglia”.
Settantacinque anni 75 e, il Circolo, li porta bene. Li porta come una barca ben tenuta, certo forse non come uno Straulino tirato a lucido ogni tre per due da qualche baffuto faraone, qualche graffio ce l’ha ma dignità, quella a bracche, ne ha ancora tanta nelle vele ed una memoria dura e secca come un boma sulla coppa in strambata e ricordi che ti schiaffeggiano come il vento sulle ochette di bolina. 75 anni fa quando il lago Migliore era più lago e meno selfie, un gruppo di ardimentosi con probabilmente dei pantaloni arrotolati alle ginocchia e sportine belle piene di ottimismo, decisero di creare un circolo velico nella Repubblica Indipendente di Montecolo, una casa bianca per sede (prima di passare all’attuale), una scrivania, una bandiera per salutare tutti e per far vedere al mondo che loro c’erano.
Le barche erano pesanti come promesse, le vele rattoppate un po’ come la vita, i nodi complicati come un’amicizia ed il vento che arrivava sempre quando voleva lui. Tante stagioni passarono e personaggi a badilate. Da certi comandanti filosofi ad altri comandanti e basta, da quelli che sussurravano alle cime e quelli che impararono il “cimese” pian pianino, a quelli che con le cime poi non parlavano proprio ed aspettano ancora oggi una madrelingua. Sono passati nostromi mondiali: dall’Egeo alle piramidi. Ci sono passati baristi unti, alcuni improvvisati, da chef stellati a vigili paninari, poi sono passati pure quelli antipatici in hawaiana.
75 anni di soci comuni, soci speciali, amici dei soci comuni e amici degli speciali, ospiti degli amici speciali dei soci comuni e amici degli ospiti comuni dei soci speciali fino a raggiungere un “amici di tutti” belli e brutti e un po’ di eczemi e pruriti sulle braccia degli altri soci.
Il Circolo ha visto la sua trasformazione passo a passo come una civiltà dei tempi antichi: prima sempre un bar, poi si vede. Poi arrivò la scuola vela, l’università, l’ospedale, le poste, l’edicola, il PalaBeretta i pali trafficati, i cigni della stipsi, i cipressi solinghi, i professori di matematica, pifferai magici con e senza gli Alverman, i Faraoni, i domatori di Sarneghere e chi dalle Sarneghere ci sta un poco più lontano… ora. Ha visto dei Gandhi, l’innominabile, mischie con piloni e senza, generazioni di multiscafisti, un Dio della tempeste, Argentini ribelli ed Argentine ogni tanto, Moschettieri, Don Chisciotte chiudi classifiche, pullman di Bergamaschi, contabili e dentisti, le majorette di Gussago, opinionisti, tanti teorici, qualche pratico, un guro blasfemo ed uno bestemmiatore, smemorati e direttori vari. Ha visto velisti che si cagavano in mano e velisti che si limitavano a flatulenze a volte innoque ma accompagnate da urla gastroesofagee. Ha visto genti che ridevano sempre, genti che non ridevano mai, quelli che ridevano con gli occhi e quelli che ridevano da soli. Poi c’erano quelli che ridevano il giorno dopo perché, alla fine, era proprio li il divertimento: “il giorno dopo”.
Il tempo ha visto alternarsi schiere urlanti di bambini che imparavano a distinguere la prua dal destino e adulti che ancora ci studiano. Il nostro Circolo ha visto passare regate epiche vinte per un soffio o perse per quel refolo rubato, ha visto e vede ancora regate storiche, regate organizzate con federazioni internazionali, notturne come non ci fosse mai un’alba, regate organizzate con le gambe sotto il tavolo (e regatate nella stessa posizione) ha visto regate nemmeno organizzate eppure sempre arrivate con tanto di classifica. Ha visto cene sociali dove il lago entrava nei racconti, il vino nei bicchieri e tacchini uscivano dai forni come la pasta dalle pentole giganti con la stessa solennità di una cerimonia ufficiale.
Il Lago Migliore che di suo è un signore elegante e volte anche serio,: ascolta, osserva e finge indifferenza. Un po’ si nasconde, forse per proteggersi dalla massa; piccolo, si, ma anche ironico (non come certi fiumi), ha assistito a tutto questo con l’aria di un vecchio saggio che non giudica ma non dimentica, appena può te lo ricorda, a volte calmo come un pensiero buono e a volte increspato come una discussione politica, ha regalato tempeste improvvise, capaci di insegnare l’umiltà meglio di mille manuali di vela, a volte sarcastico alla bresciana o invidioso alla bergamasca ( concedetemela a riprova ). Il Lago Migliore da saggio quale è, ha insegnato al Circolo migliore la lezione fondamentale nella vela: non comandare ma ascoltare, prima di tutto: comunicare. Perché la vela è un’arte gentile: non spinge, accompagna; non urla, suggerisce e comunica, non vaterca né fluisce ma s’ingangia e sempre come se fosse Antani.
Perciò auguri miglior circolo del lago Migliore, che il vento ti sorprenda sempre, che il lago ti contraddica ma con eleganza e che tra le schiere dei Montecolesi ci sia sempre qualcuno pronto a dire: ” Dai, usciamo lo stesso!”. Ricordati che i tuoi 75 non erano un traguardo ma sono una boa che si lascia a sinistra, come in tutte le regate (tranne nelle notturne), si guarda avanti, si cambia bordo e si riparte. L’A.N.S. l’ha imparato: finché c’è vento ( anche un flatulo filifilofice ), c’è una rotta. Se il vento manca, si resta a raccontare. Che poi, a ben vedere, è ancora un altro modo di navigare.
AUGURI A.N.S.
DEMERITO AUSILIO
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LA RETE DI DAPHNE
C’è voluto un anno intero ma eccoci giunti ai secondi di carne. E’ forse stato un servizio un pochetto lento ma dicono dalle “benemerite” cucine che il manzo all’olio è quasi pronto . Nell’aggiungi un posto a tavola, quest’anno la sedia è per: “La rete di Daphne“, l’associazione che risponde alle chiamate per segnalazioni di violenza domestica, a minori, fisica sessuale o economica, psicologica e stalking. I concittadini ed i loro ospiti sono chiamati a quest’ultimo appuntamento culinario che sfocerà dopo il Varnelli nella grande asta a beneficio della suddetta associazione. Inizierà con la premiazione delle notturne 2025 con il Professor Checcifò e con il Trofeo GodeteVela, con abbinato il Velista dell’anno, che verrà deciso con la prova in acqua di sabato pomeriggio sulle acque profumate del Lago Migliore.
L’asta quest’anno sarà battuta da Nellacaraffa Nonoggi, amico intimo di Demerito Ausilio, il quale, schivo nel presentarsi in pubblico, sarà comunque donatore sempre di qualche opera. Ad aiutare Nellacaraffa ci sarà il valletto Onesto Sbranai.
Tra le opere in asta, Demerito mette: un ketch (due alberi ) ottenuto da un piccone saldato, un chiodo e la solita grondaia in rame trafugata anni fa dalla casa del Presidentissino Vitalix IV°, ad opera di due zingari di passaggio. Altra opera sarà un Tornado costruito con due cardini del 1910, 3 chiodi, un coltello da dolce, un elettrodo usato e rame. Queste opere fanno parte della collezione Terra & Mare. Il tornado raffigura lo skipper Zuccoli con lo scudiero Glisoni, tratta dal poster situato nella terza stanza del 4° piano del ristorante “El canalon de l’agua” della Chica. Dalla collezione “Terra Terra” di Ausilio avremo in asta un DioRami con un mestolo del 1938 che racchiude la Repubblica Indipendente di Montecolo ottenuta da una lavorazione di un pezzo di windsurf Winglider del 1981. Dalla collezione “Storica la Repubblica!!“, la prima cazzuola, del Circolo più blasonato di tutti compresi quelli del Fiume Garda, del nostromo in auge firmata per far si che non si potesse rubare, opera in oro turchino difficilmente databile ma tra il pre Quaggiottico post Sguratico. Per la collezione “Patafisica e altri sogni ” Ausilio dona la seconda edizione (la prima fu donata al Presidentissimo dell’epoca Vitalix I°)del “Unico metodo efficace per dimagrare”. Altre piccole opere di Demerito seguiranno in serata accompagnate da tutte le memorabilia dei nostri concittadini.
Ancora avremo altre opere di altri artisti più meno amici della repubblica, artisti, disegnatori, scrittori che se non portano nulla, rallegreranno la serata.
Un grande aiuto per l’asta sarebbe sapere in anticipo quali oggetti porterete. per far questo mandate whatup.
A sabato!
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FALL!
Mentre lento ed inesorabile arriva l’autunno, mentre le ultime regate sono già un lontano ricordo, mentre già qualcuno pensa di tirar fuori dall’acqua la fedele compagna per il meritato riposo, mentre ancora c’è chi festeggia un trofeo a lungo atteso e mentre solo i professionals ingombrano ancora lo Scivolo dei Cigni della Stipsi ed i pali consunti della Baja Montecolo con catafalchi sempre più pesanti e sempre meno legnosi, tra le acque del Lago Migliore ormai ridotto a piscina per i quattro tedeschi che ancora imperversano nella vicina Italia, ecco l’ultimo grande richiamo della foresta, l’ultima attesa goliardica avventura della Repubblica Montecolese: L’ 11° Trofeo GodeteVela che entra, a gamba tesa e gomiti alti, per dare l’ultimo rigurgito di un’estate al di sopra delle aspettative.
SABATO 18 OTTOBRE Appuntamento presso il Ristorante: “El Ultimo Desafio” della Chica per iscriversi e mangiare una pasta prima della partenza per Il Trofeo GodeteVela, quest’anno riservato ai bulbi e crociera.
Il campo di regata della veleggiata sarà presumibilmente posizionato a sud della Berret Island, la partenza sarà presumibilmente intorno alle 13:00 (ora Montecolese) il percorso e segnali verranno comunicati presumibilmente alle 12:00 (ora Montecolese). La veleggiata sarà supervisionata dalla nostra Pico della Mirandola. Barca da battere J80sete.
Al Trofeo GodeteVela è abbinata la nomination per lo sportivo dell’anno vinto lo scorso anno presumibilmente da Edolardo.
L’albo d’oro del Trofeo Godetevela:
2014 Genio treno e rosa Tea
2015 Lin Testo
2016 Jack Strawtail
2017 Il Girardengo dei Poveri
2018 Duca di Mirabella
2019 The Thiniest slands
2020 Conte di Ballevarie di Compagniabela
2021 Albanian Hegemony
2022 Asterix
2023 Edolardo Echi d’Esofago
La redazione de La Nuova Bitta sarà presente per un lungo collegamento in diretta dalla regata pomeridiana, alla serata di gala del manzo all’olio della Confraternita con dall’asta pro “La Reta di Daphne”, la premiazione della “3notturne3” 2025 e del Trofeo GodeteVela.
Venerdì tutti a dormire presto perché sarà una giornata lunga.
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